In questo senso crediamo che vadano effettuate inchieste sui nuovi stili di vita e di consumo, che guardino al consumatore non più come un soggetto con problemi legati all'inserimento sociale ( quartieri disagiati, problemi familiari, livelli bassi di formazione culturale,...) ma come un individuo che ha scelto di vivere la sua vita liberamente autogestendo il proprio corpo e i propri tempi.
Ogni politica proibizionista infatti è completamente incapace di far fronte alle problematiche legate al consumo: rendendo illegale il semplice consumo personale delle sostanza infatti non si fa altro che incentivare il narcotraffico e le narcomafie, impedendo ai consumatori di coltivre e autoprodurre liberamente.
La situazione è stata ulteriormente peggiorata dall'approvazione, nascosta nel maxidecreto sulle olimpiadi invernali, della famigerata legge Fini sulle droghe che, parificando le sostanze leggere a quelle pesanti, prevede pene da 6 a 20 anni per chiunque sia trovato in possesso anche di un piccolo quantitativo (al di sopra della soglia massima consentita) di sostanza psicotropa o stupefacente.
Pensiamo che una vera politica antiproibizionista possa incidere realmente sulle condizioni di vita delle persone diffondendo conoscenze e pratiche che in questi anni noi consumatori autorganizzati stiamo portando avanti: per questo pensiamo sia fondamentale che si diffondano esperimenti di sportelli autogestiti, come quello che abbiamo aperto ad Esc (Infoschock-sportello antiproibizionista), che possano realmente rispondere alle esigenze e alle problematiche dei consumatori.
Come atelier occupato inoltre siamo impegnati nel sostenere e promuovere momenti di dibattito e incontro pubblico in cui le diverse esperienze e pratiche e i diversi stili di vita dei consumatori si confrontino e in cui si cerchi di rafforzare e diffondere un consumo consapevole e critico. Dei momenti in cui le pratiche di lotta dei consumatori autorganizzati si incontrino per creare movimenti di confltto all'interno della società capaci di abbattere il muro repressivo del proibizionismo.