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ULTIMI ARTICOLI
Comunicati Solidarietà
venerdì 27 aprile 2007

L'articolo 1 nei confronti di Francesco, militante di ESC, ci sembra un ulteriore segno dell'ottusa volontà politica di trattare i movimenti sociali e le azioni che ne derivano, ma anche i semplici
comportamenti non aderenti alla "norma", sempre e solo in un'ottica repressiva e/o carceraria.

La pacificazione viene ricercata a prezzo di meccanismi persecutori tesi a intimidire e marginalizzare quelle istanze che non si redimono o che fanno della loro alterità rivendicazione. Così a Cosenza si aspetta al varco Francesco, così a Bologna si continua a stringere la città intera in una vera e propria morsa punitiva, soffocando ogni momento di vita collettiva e di aggregazione sociale con il pretesto del consumo di droghe, grazie anche all'infame legge Fini-Giovanardi.

MDMA, come tanti altri, si stringe attorno a Francesco e auspica un cambiamento di clima in questo paese, nei confronti di tutti coloro che per le loro battaglie o anche solo per i propri stili di vita non
sono riducibili alla cartolina stile "Mulino Bianco" in cui vorrebbero farci vivere.

La Cattiva Compagnia Antipro' di MDMA Roma
 



Rivogliamo Francesco "Copertina" libero subito!

 

Il provvedimento della Questura di Cosenza contro Francesco è contro noi tutti, una violazione della nostra libertà, un assurdo giuridico, una mostruosità politica, una drammatica farsa. Senza aver subito nessuna condanna in nessun processo, Francesco già ora non può esercitare tutti i suoi diritti, già ora non è libero. "Ammonimento", "pericolosità sociale", "foglio di via". Entra in azione la polizia preventiva, come nei libri di fantascienza, vengono applicate leggi fasciste, come nei libri di storia. 
È vietato essere politicamente attivi, cooperare, dissentire, contestare chi ci governa.
Ancora una volta l’Inquisizione di Cosenza, con teoremi assurdi, decide arbitrariamente della vita e della libertà di decine di attivisti, indicando la via dei rapporti tra Governi e movimenti sociali.
E il Governo tace e acconsente. Cambiano i governi, ma non cambiano repressione, controllo sociale, violazione della libertà. 
Dov’è la depenalizzazione dei reati connessi alle lotte sociali? Dov’è l’amnistia?

 

Governanti, inquisitori, baroni, vassalli, il feudalesimo è finito!
Rivogliamo Francesco libero subito!
Rivogliamo libere tutti!

Strike spa (spazio pubblico autogestito)


La notizia della notifica dell'Art. 1 nei confronti di Francesco Brancaccio, nostro fratello di Esc, è l'ennesima conferma che "l'alternanza di governo" non ha modificato la continuità dei dispositivi repressivi contro i movimenti.
Francesco "Copertina" da diversi anni è uno dei protagonisti più attivi nelle battaglie che le reti studentesche e i collettivi dei precari hanno animato dentro e fuori l'università.

La questura di Cosenza, con questa misura di "controllo preventivo", manda un segnale chiarissimo, marchiando come "delinquente abituale" chi, studente e precario, si batte per la riappropriazione dei saperi e per l'autogestione dei processi formativi. Questo provvedimento vuole mettere nell'angolo i movimenti e le reti che fanno del conflitto sociale e della sperimentazione di forme di democrazia radicale pratiche di insubordinazione quotidiana.

Non accetteremo in silenzio questo attacco alla libertà di movimento, porteremo la nostra solidarietà attiva nelle università e nelle strade delle nostre metropoli.
Mentre la rappresentanza politica è intenta a disquisire di "riforma elettorale" e "partito democratico", nei confronti di chi lotta, desidera e pratica nuove forme di vita, vengono riesumati provvedimenti di stampo fascista.

Un abbraccio a Francesco, con tutta la nostra rabbia
e il nostro amore.

Astra19 spazio pubblico autogestito_Tufello ribelle
Associazione sportiva popolare Valerio Verbano


 
Comunicato di solidarietà dai Centri Sociali del Nord-est

Apprendiamo con indignazione la notizia della notifica dell’articolo 1 a Francesco Brancaccio in un momento in cui è sempre più forte il tentativo di criminalizzazione contro quanti e quante ogni giorno mettono in pratica, nei loro territori, forme di conflitto e di dissenso all’interno dei luoghi della formazione e della produzione come le università e le nostre città, ponendo le basi per forme di democrazia concreta e dal basso.

Ancora una volta l’utilizzo gravissimo della legge Scelba contro attivisti del movimento denuncia la risposta intimidatoria da parte delle istituzioni a chi come Francesco e come tutti noi da sempre è impegnato nelle lotte contro la guerra e la precarietà e si batte per i diritti dei cittadini migranti.
Attacchi come questo non fanno che aumentare la nostra rabbia e il desiderio di continuare a praticare, con le nostre forme, percorsi di conflittualità.
Francesco, resisteremo un minuto più di loro!

Le sorelle e i fratelli del centri sociali del Nord-est


Pacificazione fa rima con presidenzialismo e questo fa rima con autoritarismo. La loro nuova idea di partecipazione demokratika, passa solo attraverso il silenzio. 33 compagn@ denunciati per aver portato un fiore a Mery ed Hasib nel rogo di piazza vittorio quando la comunità bengalese subì questo grave lutto.  2 morti in un appartamento super affolato.
33 denunce per aver preso parola.
Oggi addirittura l'articolo 1, proposto spesso, anche negli anni passati, ai compagni più attivi del movimento. Malgrado sia un atto repressivo scandaloso, ci fà pensare che allora si, gli stiamo dando proprio fastidio!
Solidarietà a Francesco, agli studenti e ai compagn@
tutt@.

Perchè la solidarietà è un ingranaggio collettivo

Il nodo redazionale di Infoxoa


Ancora una volta, attraverso leggi preventive e intimidatorie, si cerca di criminalizzare e imbavagliare chi ogni giorno, nei propri territori, attraverso forme di conflitto, vuole costruire, dal basso, “un’altra città”, quella dell’inclusione, dell’accoglienza, dei diritti, della dignità, quella del libero accesso ai saperi, per tutt@!

A Bologna la procura della repubblica, da tre anni usa l’aggravante di eversione dell’ordine democratico contro le istanze di lotta del movimento bolognese. Questa modalità viene usata per richiedere contro decine di compagn@ (ad oggi sono 188 le imputazioni con l’aggravante di eversione) misure preventive di custodia cautelare prima ancora che si avvii l’iter processuale.
Non possiamo dirci che solidali con Francesco per l’ennesimo tentativo di intimidazione contro un compagno da parte degli organi dello stato.

Un abbraccio fraterno dai compagni e dalle compagne del Tpo


 
Dalla prefettura di Cosenza all'improvviso ci è piombata la notizia che Francesco è un Soggetto di "pericolosità sociale".
Noi, che con Francesco condividiamo la vita, non ce n'eravamo proprio accorti

Fatti: appena tornato nel suo piccolo paese in provincia di Cosenza, Francesco "Copertina"  ha trovato ad accoglierlo due carabienieri che gli hanno comunicato di doversi recare presso il comando centrale, dove il capitano in delega del Questore lo ha avvisato della sua pericolosità sociale.
Questo procedimento rimanda alla legge Scelba del 1956, introdotta per colpire le agitazioni operaie e riutilizzata ora per chi attraversa i movimenti sociali.
L’uso della legge Scelba è un evidente attacco alle pratiche di conflitto e di democrazia radicale.
Secondo l'attentissima Questura di Cosenza le motivazioni che giustificano tale atto sono:
1-Elenco delle denunce (anche quelle decadute)
2-"Si associa con persone pregiudicate"
3-"Per il suo comportamento e per le manifestazioni delinquenziali, cui ha dato luogo, è da ritenere abitualmente dedito a traffici delittuosi e alla commissione di reati che mettono in pericolo la sicurezza pubblica".

Ora, dopo un attenta analisi dei fatti, abbiamo capito quanto sono leste e fini le nostre forze dell'ordine che fortunamente individuano queste persone pericolose...altro che 'ndragheta! Questi sono i problemi di ordine pubblico nell'era del partito democratico, questa è l'attenzione ai movimenti del governo di centro-sinistra.
      
In Italia quindi: riaprire spazi di dibattito non normalizzato, rivendicare un università altra, condividere pratiche di autogestione e autorganizzazione, essere incompatibili con chi ci vuole perennemente precari, opporsi alla guerra globale permanente signfica rappresentare un pericolo sociale.
A questo punto Francesco dovrebbe appendere il megafono al chiodo, rinunciare a partecipare alle assemblee che ogni giorno lo vedono protagonista e dimettersi dalla "carica" di senatore accademico, visto che  all'interno di quest'organo è portavoce di un lavoro comune.
La notifica a Francesco non è quindi un procedimento contro un singolo ma contro una forma di vita collettiva e collettivamente la rimandiamo al mittente.

Forse non abbiamo ancora spiegato bene cos'è questo misterioso articolo 1 e cosa può comportare.  Se mai Copertina si ritrovasse a reiterare comportamenti non adeguati alla legge (forse anche alla morale) della Repubblica Italiana, la Questura cosentina può prendere in considerazione tutte le misure cautelari previste dal nostro codice penale (foglio di via, ritiro del passaporto, arresti domiciliari. ...) per richiamarlo all'ordine senza che questo provvedimento passi attraverso l'esame di un giudice. L'Italia è uno stato di diritto, uno stato dove finchè un tribunale non ci ritiene colpevoli
dovremmo essere ritenuti innocenti, ma questo provvedimento non passa per nessun tribunale.
Questo provvedimento è una presunzione delle nostre pronte forze dell'ordine!

Controllo della vita e dei desideri, ecco cosa vogliono imporre.
Noi a tutto questo ci siamo opposti e continueremo ad opporci anche se da oggi possiamo essere considerati tutti quanti dei sorvegliati speciali.

L'università, come la metropoli, è di chi ogni giorno la vive e crea all'interno di essa nuove forme costituenti di lotta.
Il 10 Maggio ci riprenderemo la facoltà per dare vita a una giornata di festa e di conflitto, invitiamo tutti ad essere per un giorno (e una notte) dei soggetti socialmente pericolosi

SCIENZE POLITICHE Pre- occupata -RETE PER L'AUTOFORMAZIONE

ATTENTO!  Dopo aver letto questo volantino anche tu potresti essere considerato socialmente pericoloso,quindi ti consigliamo di mangiarlo, strapparlo o bruciarlo.


comunicato di solidarieta' del cst deCOLLIamo

 
apprendiamo con rabbia dellle misure repressive che colpiscono Francesco
Copertina.
Nel dare la nostra solidarieta' e nell' esprimere l'affetto di quelli fra di noi che lo conoscono direttamente, crediamo che gli atti amministrativi che colpiscono la sua liberta' personale sono vergognosi per uno stato di diritto e danno il segnale preoccupante del grado di democrazia che regna nel nostro Paese.
Non si puo' restringere la liberta' a chi piu' di altri in questi anni ha lottato per l'allargamento dei diritti di cittadinanza che passano necessariamente anche per la libera circolazione dei saperi. le misure contro di lui colpiscono tutti coloro che fuggono dai meccanismi del consumo e del mercato per costruire forme di socialita' diversa che
siano base di partenza per aggredire i meccanismi di repressione, controllo e sfruttamento che gravano sulla maggior parte dei cittadini, soprattutto nei luoghi di periferia della metropoli che rappresenta l' immensa casa del nostro agire.

Tali fatti ci spingono ancora di piu' a portare avanti le nostre battaglie con piu' forza ed energia perche' siamo consapoveli che nonostante tutto il futuro ci appartiene.
Un abbraccio fraterno.

 c.s.t. deCOLLIamo

 


 

Solidarieta’ a Francesco !!
Contro le logiche repressive vecchie e nuove!!

Abbiamo appreso stupefatti la notizia della notifica a Francesco Brancaccio, nostro compagno, fratello, militante del Esc Atelier Occupato ed animatore insieme a tanti compagni di tutta Italia della Rete per l’autoformazione Uniriot , del art.1 della legge Scelba da parte della Questura di Cosenza.
Un vecchio arnese della repressione contro i movimenti, modificata ed aggiornata da Cossiga nel 1988 , e che oggi ritorna alla ribalta grazie ad un lavoro meticoloso ed assolutamente astratto fatto da parte di inquirenti che si dimostrano ancora una volta servi sciocchi di un meccanismo repressivo che e’ mosso da un sistema molto piu’ grande di loro.
Il capoluogo calabrese c’ha abituati a prove di assoluta “invenzione investigativa” come il processo animato dal Pm Fiordalisi contro oltre 20 attivisti per associazione sovversiva, ma l’applicazione della Legge Scelba, questo no…..ci mancava ancora.
La nostra solidarieta’ a Francesco e’ anche l’affermazione di un comune nella difesa e nell’attacco subito. Aprire oggi, in tempi di Partito Democratico ed in tempi di BertYNotInMyName, una riflessione sulla costruzione di una difesa nella societa’ dell’agire politico dei movimenti e’ assolutamente necessario, a cominciare dal denunciare che la violenza e l’illegalita’ stanno dalla parte di chi governa e non di chi resiste , stanno nei palazzi dove si distribuiscono i milioni di euro delle politiche governative, della cooperazione sociale, delle politiche sociali, delle mazzette, dove si pianifica come colpire i movimenti.
La nostra difesa e’ l’affermazione delle nostre rivendicazioni, del nostro radicamento sociale. Solidarieta’ a Copertina da parte di tutti noi !!!
Siamo quelli che la legge dice di non frequentare…..


Laboratorio Occupato Insurgencia,
Rete per l’autoformazione – Na,
Orientale Agitata,
Napoli Arcobaleno – per il diritto al territorio


Solidarietà a Francesco!

L’intimidazione svolta nei confronti di Francesco non fa che confermare quanto già sapevamo. La repressione è sempre indirizzata verso chi diffonde pratiche di dissenso. Probabilmente, come è già stato ipotizzato, la contestazione a Bertinotti può essere la causa della notifica dell’art1 del codice Scelba, probabilmente può essere l’impegno costante all’interno dell’università per mettere in crisi il modello di comando che vi si riproduce o magari semplicemente una questura un po’ troppo zelante che si è trovata decine di denunce assurde a carico dello stesso individuo, in ogni caso riteniamo questo provvedimento assolutamente miope. Miope perché non vede che l’unico effetto che può e deve produrre è l’estensione della partecipazione a momenti di rottura e conflitto da parte dei compagni che gli stanno attorno, da parte di Francesco stesso e, non per ultimi, da parte nostra. Per questo il nostro invito è a riflettere su che tipo di solidarietà esprimere, se veramente è fonte di pericolosità sociale promuovere e organizzare il conflitto all’interno dell’università e della metropoli, una volta di più pericolosi lo siamo tutti. E allora dobbiamo, ostinati, continuare nella direzione che stiamo percorrendo, con l’apertura di spazi e tempi liberati, con la costruzione di socialità non subordinata al consumo, col posizionare la nostra vita perfettamente antagonista rispetto ad ogni forma di dominio. Non possiamo che esprimere il nostro appoggio e la nostra piena solidarietà a Francesco.

Collettivo Universitario Autonomo - Torino


 

 

Comunicato del Lab Aut Of_Aula2occupata Lettere La Sapienza.

Solidarietà a Francesco !
SIAMO TUTT@ SORVEGLIATI SPECIALI!

Sono le pratiche di conflitto, le esperienze di democrazia radicale collettive e tumultuose
ad essere colpite con l’articolo 1: siamo tutt@ sorvegliati speciali! Francesco lo abbiamo incontrato alla Sapienza, è un compagno che è presente insieme a tutti noi quando diamo vita alle esperienze di
autoformazione, alle battaglie contro la precarietà, insieme a tutt@ quelli che alla luce del sole lottano per un mondo migliore!
La volontà di disciplinare le nostre vite passa dalle riforme precarizzanti dell’università contro cui in migliaia abbiamo dato vita ad esperienze straordinarie di movimento fino alla chiusura delle aule occupate e autogestite e ai provvedimenti quali la notifica dell’articolo 1 a Copertina: nell’era del partito democratico è evidentemente considerato quale “sale della democrazia” l’assenza di pensiero critico e l’allineamento fedele e servile alla rappresentanza politica,nelle metropoli come all'università.
Ma tutto questo non basta! La nostra capacità di essere felici e generosi, potenti ed eccedenti ha bisogno di spazi e libertà, e non sarà qualche questurino provvedimento a fermare i precari, gli studenti, le moltitudini che reclamano reddito, giustizia, dignità!

Un abbraccio forte a Francesco dai compagn@ di Lettere.

Laboratorio Per l’Autoformazione_Aula2occupata



Per la notizia che Francesco "Er Copertina" è un soggetto "socialmente pericoloso", ringraziamo la Questura di Cosenza. Questo ci da molto sollievo! Significa che dal momento in cui ci siamo incontrati con Francesco e con tutti i compagni e amici delle Facoltà Ribelli Uniriot non ci siamo sbagliati. Siamo tutti sovversivi, moltitudine contro popolo, come direbbe Hobbes.
 
Ma le conferme che derivano da questo gesto, totalmente politico, sono tante.
 
Viene confermata la totale incapacità di confronto politico tra istituzioni/partiti e i movimenti.
 
Viene confermato il modello di governace, caratteristica fondamentale del nascituro Partito Democratico. Modello che prevede un uso repressivo delle forze dell'ordine più fine e meno vistoso delle solite e compromettenti cariche.
Viene ripescata dal cilindro una legge che risale a Scelba, quello delle camionette e delle pallottole contro chi manifestava.
Legge che prevede che se Francesco si ritrovasse a reiterare comportamenti non adeguati la Questura cosentina può prendere in considerazine tutte le misure cautelari previste dal nostro codice penale (foglio di via, ritiro del passaporto, arresti domiciliari. ...) senza che questo provvedimento passi attraverso l'esame di un giudice.
 
La durata del provvedimento è di tre anni e per farlo decadere in questo arco temporale bisogna far richiesta al Prefetto. Qui si manifesta la valenza esclusivamente politica del provvedimento.
 
Vengono così colpite le lotte per  l'autodeterminazione dei corpi e delle menti, le lotte per il libero accesso al sapere e per il suo uso di parte ed antagonista, per l'autogestione degli spazi liberati, non normalizzati. Viene posto il controllo della vita e dei desideri, questo è quello che impongono.
 
Anche se ora saremo tutti sorvegliati speciali, resteremo sempre vicino a Francesco "Er Copertina", amico e compagno, continuando a difendere l'Esodo con la Resistenza.
   
RUM - Rete Universitaria dei Movimenti
Rete per l'Autoformazione


 
Coordinamento dei Collettivi “LaSapienza”

Davanti alla repressione, non un passo indietro!

Non ci sono parole per commentare l’ennesimo atto repressivo di questo governo nei confronti delle lotte sociali, in piena continuità col governo Berlusconi.

Ancora una volta si decide di colpire chi, come Francesco, è impegnato nella costruzione dei movimenti e delle lotte che ci hanno visto fianco a fianco all’università in questi anni.

Qualsiasi misura adottata contro Francesco è una misura contro ognun* di noi, contro i movimenti e contro le lotte.

Davanti alla repressione e alle politiche inaccettabili di questo governo, non un passo indietro!



C38, Collettivo di Lettere e Filosofia di Bologna

Queste cose di cui mi imputa fanno parte della Sua cultura, non della mia [...]

Non faccio parte della Sua famiglia.

Lucio Castellano davanti al Giudice istruttore

12 Giugno 1979
 

Chi lo avrebbe mai detto che, nel 2007, l'ombra di "Mario Scelba con la sua celere e questura" potesse gettarsi ancora sui movimenti?

Eppure è così. A esserne vittima è stato, questa volta, Francesco Brancaccio, compagno che abbiamo conosciuto nella rete di Uniriot.

Colpendo Francesco hanno voluto colpire tutti noi, e questo sia ben chiaro. Ci sembra inquietante che, per farlo, anziché le armi della politica, vengano usati dispositivi polizieschi come l'articolo 1.

Dispositivi che non sono semplicemente il residuo delgli anni '50 o degli anni '70 ma assumono oggi un nuovo ruolo in un'articolazione complessiva di disciplina e controllo sulle nostre vite.

In tempi di Partito democratico nulla può essere inatteso e la macchina deve funzionare bene. Perché sono democratici ma, si sa, a volte possono anche usare qualche legge che con lo stato di diritto ha ben poco a che fare. Una legge grazie alla quale basta la volontà di un questore per limitare le libertà individuali dell'avversario politico di turno senza che sia stato mai condannato dalla magistratura. A già, dimenticavamo, noi non siamo politici. Ce lo ha detto il Grande Capo qualche tempo fa quando venne a parlarci "dei fratelli tute blu che seppellirono le asce". "Ma non fumammo con lui, non era venuto in pace".

Francesco ora rischia di diventare un "sorvegliato speciale" ma questo status va ben al di là del singolo compagno, del singolo attivista. Il messaggio è che, se non ce ne siamo accorti, siamo tutti sorvegliati speciali.

Ma possono anche sovegliarci quanto vogliono. Non hanno niente da scoprire. Noi, infatti, ci muoviamo sempre sulla superficie. Sono loro che sono abituati a muoversi nascosti, vagando per sotterranei, sempre più in profondità. Sono convinti che tutto ciò che non capiscono sia una cospirazione sotterranea. Ma noi, come disse Lucio Castellano al giudice, non siamo della loro famiglia.

Un abbraccio a Francesco, nostro fratello.



La luce del sole non si può fermare!
Il dissenso non può essere imbavagliato!

Viviamo nel tempo in cui la gestione del potere si fa governance e a quanto pare appaiono sempre più fastidiosi, ingovernabili, inarrestabili i movimenti sociali per chi ha scelto di stare dalla parte della miseria delle cariche istituzionali, sempre più pericolosi per chi taccia di antipolitica tutto ciò che si muove e non si rassegna alla guerra, alla precarietà, alla negazione di libertà e diritti.

L’articolo 1 prova sempre a colpire direttamente "la possibilità di praticare conflitto e di domandare giustizia in generale", prova a negare cittadinanza alla moltitudine, certo sembra difficile immaginare che vi riesca.

Non è il tempo in cui l’avranno vinta, non è il tempo in cui ci stuferemo, noi come tutti i movimenti sociali, di reclamare come necessità, diritto e claims sogni, bisogni, desideri.
Le nostre metropoli sono sempre più il luogo della costruzione autonoma di conflitti e mondi, non riusciranno a scovarci, perchè siamo alla luce del sole.

Un abbraccio fraterno dalle compagne e compagni del Cantiere_milano


 
La repressione è giunta a far visita a Francesco in Calabria. Ed è un fatto curioso che le forze dell’ordine e gli organi della magistratura di questa regione, irretita dalla ‘ndrangheta, stiano alle costole di un ragazzo che s’impegna attivamente nelle lotte metropolitane e si dimentichino, invece, che i “pericoli pubblici” stanno altrove. 

E’ un atto di criminalizzazione inaccettabile, che utilizza le parole scritte del reazionario Scelba, il più crudele ministro degli interni italiano, per soffocare il linguaggio della riappropiazione degli spazi, del sapere, delle relazioni, della socialità e del tempo liberato. 
 
Le costrizioni, i bavagli, i soffocamenti, le intimidazioni fanno parte di una strategia che mira a far tacere ch iunque abbia da dire qualcosa che non corrisponde alla logica imperante.

Ed è per questo che Copertina ha tutta la nostra solidarietà. 
 
Circolo Delirio


Comunicato Studenti Medi

Solidarietà con Francesco

L’accanimento repressivo nei confronti di Francesco messo in atto oggi rispolverando la Legge Scelba è un atto grave ed inaccettabile, tanto più per il suo carattere intimidatorio e preventivo contro un compagno in prima fila in molte battaglie a partire da quelle interne all’ Università. In questi anni governi di centro-destra e centro-sinistra hanno tentato di fermare le nostre lotte in maniera autoritaria dalle scuole all’Università e a tutte le lotte sociali che si muovono nella nostra città e nel paese, provando così a ridurre le nostre battaglie e le nostre rivendicazioni solo ad un problema giudiziario e di ordine pubblico. Solo nelle nostre scuole abbiamo avuto centinaia di denunce, decine tra sgomberi di scuole occupate e di interventi di polizia, cariche di cortei, nel tenativo di "normalizzare" le nostre scuole e colpire chiunque dal basso si opponesse ai processi liberisti di riforma.
Solo una solidarietà concreta e militante può rompere i tentativi di criminalizzazione e intimidazione!
La repressione non fermerà le nostre lotte!

0incondotta-studenti autorganizzati

Un abbraccio a Francesco, con tutta la nostra rabbia e il nostro amore
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EVENTI
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DINAMO free press - Presentazione dell'ultimo numero

Martedì 6 luglio ore 9:30
presso Palazzo Valentini – Sala della Pace (via IV novembre n. 119/A)


La città pubblica
Questione abitativa e potenziale delle aree peep


Presentazione del terzo numero della free-press DINAMO

Roma si espande all’infinito, con quartieri dormitorio al di là del Raccordo Anulare, scarsità di servizi e trasporti pubblici. Il nuovo numero di Dinamo affronta la questione abitativa e propone un’alternativa, pubblicando la mappa puntuale di centinaia di aree pubbliche inutilizzate, per un totale di 374 ettari, presenti nel Piano di Edilizia Economica e Popolare (c.d. PEEP). Queste aree, presenti per lo più all’interno del GRA e già dotate di opere di urbanizzazione, possono essere un’occasione sia per la riqualificazione di queste parti di città, realizzando i servizi ancora mancanti, sia per dare una risposta al disagio abitativo, realizzando migliaia di abitazioni a canone sociale. 



Introduce
Francesco Raparelli, direttore Dinamo

Coordina
Giuseppe Pullara, giornalista

Intervengono:

Andrea Alzetta, consigliere comunale Roma in Action;
Giovanni Caudo, ricercatore Dipartimento studi urbani Roma tre;
Sandro Medici, presidente del Municipio Roma X;
Luigi Nieri, consigliere regionale Sinistra Ecologia e Libertà;
Francesco Smedile, consigliere comunale PD;
Walter Tocci, deputato PD


Promuove: DINAMO
info: dinamofp@gmail.com

 

Il tallone del drago

Il blog di Paolo Do - uno sguardo sulla Cina 

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