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9 NOVEMBRE?BPM! Blocchi Precari Metropolitani
Blocchiamo l'Università! Blocchiamo la Metropoli! CRONACA DELLO SCIOPERO speciale su uniriot.org
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Comunicato Rete per l’autoformazione Il processo di precarizzazione che ha investito la nostra società negli ultimi anni si è tutt’altro che arrestato, i suoi meccanismi sono diventati, nel tempo, sempre più crudeli e asfissianti. Le ricadute sulle nostre vite insopportabili. Le nuove politiche securitarie, l’insicurezza lavorativa permanente, la discontinuità del reddito individuale, la svalutazione dei luoghi della formazione sono tutte sfaccettature di uno stesso fenomeno.
Assistiamo ormai da anni ai continui processi di riforma dell’università, che ne hanno modificato la struttura e la funzione, rendendola nel tempo il luogo dove il cognitariato si riproduce e si forma. Da luogo produttivo dei saperi d’eccellenza l’università diviene fabbrica del precariato intellettuale, portatrice di saperi parziali e velocemente deteriorabili, luogo di sperimentazione delle politiche di governance. Collocandosi al centro stesso del processo produttivo e dell’economia metropolitana, l’università diviene spazio coestensivo alla metropoli, a quella metropoli dove il lavoratore, lo studente, il migrante, la prostituta si mescolano dando vita a nuove figure produttive e a nuove forme di eccedenza. Laddove le relazioni, gli affetti, la cooperazione,il sapere stesso vengono messi a lavoro. Il governo di centro sinistra non è esente da colpe rispetto al suddetto stato dell’arte. Il processo di progressiva precarizzazione che stanno conoscendo le nostre vite, avviato a suo tempo dal primo governo Prodi si sta via via inasprendo. Infatti il protocollo sul welfare di recente stesura non contiene al suo interno quegli interventi strutturali che avrebbero dovuto porre fine ai nostri problemi. Alle richieste di reddito garantito e indiscriminato, di tutela per studenti e precari, di una riforma degli ammortizzatori sociali la risposta è stata un insieme di interventi trascurabili e insufficienti. L'intero dibattito è dominato dalla riforma delle pensioni, che per chi vive con cinquecento euro al mese con un contratto di collaborazione a progetto, rappresentano più un mito novecentesco che una prospettiva reale. Per questo il 9 novembre bloccheremo le università e la metropoli, rivendicando il diritto al reddito e all'autogestione del sapere. Perché pensiamo che mai come adesso sia necessaria una presa di parola pubblica e una presa di posizione radicale e autonoma sui terreni della formazione e del lavoro. Dalle università, dai territori, dal centro vivo della metropoli la parola d’ordine è sciopero generale e generalizzato: BPM, ovvero Blocchi Precari Metropolitani, la forma materiale dell’indignazione porterà il conflitto nella fabbrica diffusa della metropoli! Per il reddito di cittadinanza Per un autoriforma dal basso dell’università Contro le politiche securitarie del centrosinistra 9 novembre? BPM (Blocco Precario Metropolitano) Rete per l’autoformazione_ Uniriot roma |