ESC Atelier Autogestitovia dei Volsci 159 San Lorenzo
Enoteca e free wireless area: aperti tutti i giorni dalle 18 alle 24, (il venerdì fino alle 02) - domenica, lunedì e sabato siamo chiusi!More info: clicca qui 
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SPORTELLO POINT BREAK - Contro gli affitti insostenibili |
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Martedi e venerdi dalle 14 alle 16 consulenza legale gratuita @ Point Break - studentato occupato via Fortebraccio 30. Info tel: 3279858603 mail: pointbreak@uniriot.org [More info]
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"ho deliberato entrare in una via, la quale, non essendo suta da alcuno trita, se la mi arrecherà fastidio e difficultà, mi potrebbe ancora arrecare premio” Esc, eccedi sottrai crea, è un spazio occupato da studenti, dottorandi, ricercatori, precari. Un’occupazione, quindi un pezzo di felicità strappato alla speculazione. Un’occupazione, quindi uno spazio autogestito, forma di vita e sfera pubblica autonoma, recalcitrante nei confronti della democrazia delegata e della rappresentanza politica.
L’unica forma democratica amata e praticata da Esc è la democrazia del «Tumulto».Il conflitto, intelligente, refrattario al ghetto e alle logiche tribali, è il linguaggio in uso.Esc è un’interfaccia tra Università e Metropoli. Per un verso la Metropoli e suoi flussi produttivi diffusi hanno sostituito la vecchia fabbrica fordista, mettendo al lavoro l’intera società, confondendo tempo di vita e tempo di produzione, rendendo inservibili le vecchie bussole del conflitto sociale. Per l’altro la conoscenza, l’innovazione, il linguaggio sono diventati principale risorsa produttiva. Tutto questo rende l’Università e il suo bacino un terreno non più separato dalla produzione di valore. Il confine tra Università e Metropoli sfuma, si fa sempre meno rigido.Dentro questo mutamento prende vita Esc. Esc ha anticipato in termini conflittuali il processo di esternalizzazione de La Sapienza, producendo un dispositivo di uso virale e dal basso dell’autonomia introdotta dalle riforme universitarie degli ultimi anni.L’unico modo di «dimorare tra le rovine dell’università» riformata è farne una nuova!Esc tenta di mettere in comune saperi, linguaggi, creatività, intelligenza attraverso la Libera Università Metropolitana (LUM).Nello stesso tempo Esc ha a cuore il comune. Il comune è la precarietà che ci riguarda, la sostanza insopportabile del ricatto, la persistenza del lavoro sotto padrone. Esc è il Punto San Precario e, assieme ad altri, la sperimentazione del sindacato metropolitano. L’obiettivo del reddito garantito, indipendente dalla prestazione lavorativa, aggiunto alla formazione permanente e all’accesso gratuito alle tecnologie (COMMON), costituiscono il terreno programmatico di Esc.Esc è un atelier occupato, dunque un laboratorio di sperimetazione culturale. Le mostre di giovani artisti, le serate musicali, le performance teatrali, la produzione audio-visiva sono una costellazione mutevole e però permanente della programmazione culturale di Esc. Un’estetica metropolitana meticcia, ibrida, sempre sporca, il primato della striatura sullo spazio liscio.Esc è globale e riconosce il carattere biopolitico della globalizzazione. Il globale è disegnato dalle resistenze, dai corpi che resistono nella scena «senza fuori» dell’Impero (Ya Basta Moltitudia).Infine Esc è discorso sui piaceri e sui tratti sensuali dell’esperienza metropolitana. L’Infoshock è sportello informativo (medico, psicologico, legale) per l’uso conspevole delle sostanze. Contro le politiche proibizioniste, esemplificate dalla legge Fini-Giovanardi, ma anche contro ogni dipendenza. Lo scenario mutato e complesso dell’uso delle sostanze richiede nuove strategie, una nuova costituzione etica del consumo che sottragga l’intelligenza alla distruzione, il piacere alla passività e all’afasia.Tutto questo è Esc. Esc è dalla parte dell’incontro, dalla parte dell’imprevisto, dalla parte della diversione.Esc è un progetto di esodo.
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::: DINAMO free press - Presentazione dell'ultimo numero Martedì 6 luglio ore 9:30 presso Palazzo Valentini – Sala della Pace (via IV novembre n. 119/A)
La città pubblica Questione abitativa e potenziale delle aree peep
Presentazione del terzo numero della free-press DINAMO
Roma si espande all’infinito, con quartieri dormitorio al di là del Raccordo Anulare, scarsità di servizi e trasporti pubblici. Il nuovo numero di Dinamo affronta la questione abitativa e propone un’alternativa, pubblicando la mappa puntuale di centinaia di aree pubbliche inutilizzate, per un totale di 374 ettari, presenti nel Piano di Edilizia Economica e Popolare (c.d. PEEP). Queste aree, presenti per lo più all’interno del GRA e già dotate di opere di urbanizzazione, possono essere un’occasione sia per la riqualificazione di queste parti di città, realizzando i servizi ancora mancanti, sia per dare una risposta al disagio abitativo, realizzando migliaia di abitazioni a canone sociale.
Introduce Francesco Raparelli, direttore Dinamo
Coordina Giuseppe Pullara, giornalista
Intervengono:
Andrea Alzetta, consigliere comunale Roma in Action; Giovanni Caudo, ricercatore Dipartimento studi urbani Roma tre; Sandro Medici, presidente del Municipio Roma X; Luigi Nieri, consigliere regionale Sinistra Ecologia e Libertà; Francesco Smedile, consigliere comunale PD; Walter Tocci, deputato PD
Promuove: DINAMO info: dinamofp@gmail.com
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