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Una moltitudine per lo Zeta
martedì 26 gennaio 2010

Piena solidarietà dall'Atelier Autogestito ESC ai compagni e alle compagne del laboratorio Zeta: siamo al vostro fianco, per aprire spazi di libertà e indipendenza! 

Migliaia in corteo: il prefetto convoca un tavolo d'urgenza. Ora si accorgono che qualcosa è cambiato. Migliaia, tanti, diversi e mai come oggi insieme, uniti. E' la sintesi di una giornata straordinaria, che ha scaldato il cuore di chi da anni si batte contro la devastazione sistematica di una città che sembrava votata solo alla rassegnazione. Dire che c'erano proprio tutti oggi, non è esatto.

Erano molto di più di "tutti", quelli che hanno reso possibile che un fiume di gente riempisse le strade del centro del capoluogo siciliano, e interrompesse un'astinenza da partecipazione pubblica che durava da tempo. Solo i recenti cortei dell'Onda costituivano una preziosa eccezione, ma oggi la questione era molto più complicata. In gioco un piccolo, grande spazio del "comune", certamente non pubblico per la sua determinazione a stare da una parte, quella in particolare dei rifugiati politici del Sudan, e in generale dei più deboli.

 

E ovviamente non privato, per vocazione e desiderio di chi lo ha riempito collettivamente o singolarmente di fatiche e gioie, mettendole semplicemente a disposizione di altri. Il "comune", la sua potenza capace di sprigionarsi anche da ciò che è esile, poco strutturato, hanno oggi preso la scena. La battaglia per lo Zeta ha messo insieme le tante diversità che diventano spesso un'alibi in questo mondo terribile, per poter cercare nascondigli senza sentirsi fuggiaschi.

Non importava da dove venivano, ma dove si andava in marcia. Le soggettività che sono il Laboratorio, hanno impostato queste giornate di lotta con il "camminare domandando" come imperativo.Ogni passo e ogni azione fatta con molta umiltà, con l'incertezza e la timidezza di chi ha il grande privilegio di essere travolto dalla solidarietà, dalla vicinanza di tanti. Una terra di migranti non poteva che restituire oggi, anche l'immagine di tanti pezzi dello Zeta che oggi sono in giro per il mondo, per lavoro, per destino e per caso, che tornano in fretta a casa, per poter condividere con i loro fratelli e sorelle di sempre ogni attimo. E ora, dopo questa grande giornata, può darsi che niente sia più come prima. Di sicuro c'è solo il fatto che se volevano uccidere lo Zeta, hanno fatto rivivere una città intera.

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EVENTI
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DINAMO free press - Presentazione dell'ultimo numero

Martedì 6 luglio ore 9:30
presso Palazzo Valentini – Sala della Pace (via IV novembre n. 119/A)


La città pubblica
Questione abitativa e potenziale delle aree peep


Presentazione del terzo numero della free-press DINAMO

Roma si espande all’infinito, con quartieri dormitorio al di là del Raccordo Anulare, scarsità di servizi e trasporti pubblici. Il nuovo numero di Dinamo affronta la questione abitativa e propone un’alternativa, pubblicando la mappa puntuale di centinaia di aree pubbliche inutilizzate, per un totale di 374 ettari, presenti nel Piano di Edilizia Economica e Popolare (c.d. PEEP). Queste aree, presenti per lo più all’interno del GRA e già dotate di opere di urbanizzazione, possono essere un’occasione sia per la riqualificazione di queste parti di città, realizzando i servizi ancora mancanti, sia per dare una risposta al disagio abitativo, realizzando migliaia di abitazioni a canone sociale. 



Introduce
Francesco Raparelli, direttore Dinamo

Coordina
Giuseppe Pullara, giornalista

Intervengono:

Andrea Alzetta, consigliere comunale Roma in Action;
Giovanni Caudo, ricercatore Dipartimento studi urbani Roma tre;
Sandro Medici, presidente del Municipio Roma X;
Luigi Nieri, consigliere regionale Sinistra Ecologia e Libertà;
Francesco Smedile, consigliere comunale PD;
Walter Tocci, deputato PD


Promuove: DINAMO
info: dinamofp@gmail.com

 

Il tallone del drago

Il blog di Paolo Do - uno sguardo sulla Cina 

Leggi tutti gli articoli su globalproject.info

 La rivoluzione verde? E' made in China

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