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venerdì 12/03/2010 - h22:00 Psycho Electronic Orchestra presenta: PSYCHO di A.Hitchcock (sonorizzazione live) Tra amore per il classico e interventi di manipolazione video, tra film originale e rimusicazione dal vivo: i laptop e uno spettacolare terzetto d'archi riportano al centro della scena il maestro del brivido! more info! a seguire: Electronic LIVE SET (CtrlDuplicate) www.controlduplicate.com entry: 2 euro! |
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venerdì 26 febbraio 2010 |
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di Francesco Raparelli Ce lo ha insegnato Deleuze, maestro materialista, che il pensiero comincia con l'effrazione e la violenza. E la violenza è un incontro o la differenza. Non si tratta di essere anime belle, intendiamoci, Deleuze non è mai stato di sinistra, mai, come tutti quelli che pensano la rivoluzione a partire dal desiderio. La differenza non è il diverso, il diverso – continua Deleuze ‒ è già dato, è lì, identico, di fronte a noi. La differenza è ciò che rende possibile il diverso: creazione o genesi nella relazione. Cominciamo a censire, allora, gli incontri, il disparato, che ci costringono a pensare nel contemporaneo. A Rosarno abbiamo incontrato una rivolta, una rivolta di migranti africani contro la violenza dello sfruttamento, meglio, dell'espulsione. Con Rosarno abbiamo capito cosa significa migrazione nella crisi, laddove le braccia per le arance non servono più, dopo esser state già di troppo nel Nord-est o in Emilia. Abbiamo appreso un lungo viaggio, segnato dalla crisi che mangia la strada e le speranze. Disoccupazione, per i migranti, significa espulsione, con i fucili o con i bastoni o con la polizia. Il mercato delle braccia si restringe, i Cie si allargano. A Rosarno, però, la testa si è alzata su, con coraggio le strade si sono rotte e i migranti sono insorti. |
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venerdì 12 febbraio 2010 |
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Roma - Piazza Montecitorio, lunedì 1 marzo 2010 ore 10.30
Siamo tutti clandestini. Siamo tutti antirazzisti, oltre la retorica della solidarietà. La crisi e i suoi effetti sempre più concreti non fanno altro che scoperchiare il vaso di Pandora. Dai migranti espulsi a fucilate perché schiavizzarli non serve più, ai maestri lasciati a casa perché sono troppi, ai precari che vedono sfumare ogni possibilità di reddito, agli studenti che vedono svanire ogni possibilità di futuro degno. Troppi, siamo troppi, nelle scuole e nei posti di lavoro e qualcuno va messo fuori dal gioco. Cosi diventiamo clandestini, ricattabili, pericolosi, così ci vogliono divisi, in competizione, diffidenti. Noi la crisi non la paghiamo. Perché la crisi diventa la norma per gridare alle politiche dei sacrifici a scapito dei giovani studenti, dei precari, dei migranti e delle nuove figure di un martellante scenario di povertà. Perché la crisi è il mezzo per disegnare la nuova geografia dell'esclusione e per imporre espulsione, deportazione e controllo della forza lavoro, per fare della perdita del lavoro un reato: il reato di clandestinità. |
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lunedì 15 febbraio 2010 |
18 febbraio ore 16 Cinema Aquila - assemblea pubblica Una giornata di mobilitazione contro la Bossi-Fini e il Pacchetto sicurezza, attraversiamo la città per i diritti di cittadinanza, rilanciamo la vertenza Rosarno!
Repressione e criminalizzazione, negazione dei diritti e degli spazi di convivenza, politiche d’intolleranza e campagne d’odio. Dai flussi al lavoro, dalla scuola al sociale, le scelte del governo sull’immigrazione sono sempre più caratterizzate dalla propaganda che alimenta razzismo e xenofobia. Il Pacchetto sicurezza rafforza un contesto sociale che fa degli ultimi merce da sfruttare. È un concentrato di ipocrisia: il reato di clandestinità è solo un alibi per favorire lo sfruttamento della forza lavoro migrante. Il tutto in un contesto europeo che, se pur con toni diversi, legittima la chiusura delle frontiere nel nome della sicurezza, di fatto rafforzando un pericoloso principio: pieni diritti ai cittadini Ue, nessun diritto agli altri. Intanto però la crisi allarga il disagio e la frattura sociale e l’approccio securitario all’immigrazione è di fatto un ulteriore strumento per dividere ed indebolire il mondo del lavoro e predisporre un nuovo modello di società basato sulla destrutturazione dei diritti di tutte e di tutti aumentando l’insicurezza sociale. Un contesto dentro il quale è nata quell’ampia rete che ha costruito una forte opposizione sociale alle politiche securitarie del governo, con la grande mobilitazione dello scorso autunno. |
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giovedì 11 febbraio 2010 |
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“Sono tanti i motivi per i quali, dopo trent’anni, non ho smesso di cercare il colpevole. E tra tanti, ce n’è uno che é proprio una tortura. Quando questo ragazzo è comparso davanti ai miei occhi, non aveva il passamontagna. Potrei ancora identificarlo” Carla Verbano Sabato 20 febbraio ore 16 CORTEO da Via Monte Bianco Trent’anni fa veniva ucciso nella sua casa Valerio Verbano, davanti gli occhi della madre Carla, per mano dei fascisti dei Nar. Valerio era uno studente del liceo Archimede, attivo nelle campagne di contro-informazione che denunciavano i legami tra settori dello stato, eversione nera e poteri forti.
Un anniversario dal forte valore simbolico che, ancora una volta, vogliamo vivere come occasione collettiva di difesa della memoria storica, battaglia di verità e giustizia. Ma anche come occasione di lotta e di movimento. Non è un caso che negli ultimi anni si sono moltiplicati i progetti culturali, sociali e sportivi dedicati a Valerio, per fare della memoria uno strumento di trasformazione radicale del presente.
Ricordare oggi Valerio, significa lottare per una società più libera, contro la paura e l’egoismo, per nuovi diritti di cittadinanza, contro un modello sociale fondato ancora sullo sfruttamento. Strappare spazi alla speculazione, affermare il diritto alla casa, contrastare la precarietà di vita e di lavoro, aprirsi a una società meticcia e multiculturale, praticare autonomia e indipendenza. |
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sabato 13/01/2010 17:00 - 21:30  
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